Demurtas–Santi: dal 29er al 49er, la nuova rotta di un equipaggio che vuole restare davanti

Dopo una stagione 2024 straordinaria culminata con la vittoria del Mondiale 29er, Alex Demurtas e Giovanni Santi hanno intrapreso il salto nella classe olimpica 49er portando con loro ambizione, solidità tecnica e una sintonia che nasce da lontano. Li abbiamo intervistati per ripercorrere la loro storia, capire come stanno affrontando questa nuova sfida e quali sono gli obiettivi per il futuro.

Il progetto Demurtas–Santi nasce in 29er: com’è iniziata la vostra storia di equipaggio e cosa vi ha unito sin dall’inizio?
ALEX: Il nostro equipaggio si è formato a settembre del 2021, al termine della mia ultima stagione in optimist.
Io cercavo un prodiere, Giovanni era stato timoniere e voleva cambiare ruolo per cercare nuovi stimoli… I nostri due circoli, Fraglia Vela Riva e Società Canottieri Garda Salò, ci hanno messi in contatto e noi siamo stati sin da subito in sintonia.
Tra la fine del 2021 e l’inizio del 2022 siamo migliorati tantissimo, grazie agli allenamenti e al lavoro svolto con il nostro allenatore Gino, e abbiamo avuto una grande stagione che ci ha motivati ad andare sempre più forte.

Vincere il Mondiale overall nel vostro ultimo anno in 29er è stato il coronamento perfetto… quando avete capito che era arrivato il momento di fare il passo successivo?
GIOVANNI: In realtà, l’idea sarebbe stata quella di fare il grande passo sulla classe olimpica alla fine dell’anno precedente, come hanno fatto molti dei nostri coetanei, ma abbiamo deciso di andare avanti con il 29er fino al mondiale per conciliare meglio gli impegni scolastici.
Alla fine si è rivelata una buona scelta, e abbiamo centrato l’oro che ci mancava dopo i due podi negli anni precedenti.
Una volta compiuta la nostra “missione” in 29er, abbiamo iniziato subito con le prime uscite in FX per cercare di colmare il gap con i nostri coetanei che ci hanno anticipato sulla classe olimpica.

Cos’è rimasto oggi del team Demurtas–Santi “versione 29er”, e cosa invece è cambiato completamente passando al 49er?
ALEX: È rimasta indubbiamente la voglia di vincere e di dimostrare di essere i migliori.
Nonostante sappiamo che sarà dura in 49er, classe in cui il livello della flotta è altissimo, l’obiettivo per noi è sempre quello di essere davanti e ciò ci spinge a dare il meglio di noi.
Dal 29er ci portiamo l’intelligenza tattica e strategica, l’abilità nel leggere i salti di vento e i cambi di pressione, la prontezza nel reagire ai piccoli cambiamenti.
Ciò che è cambiato è il volume di allenamento, in quanto dobbiamo allenarci il triplo di quanto facevamo prima, e anche il fatto che adesso siamo indipendenti e dovremo essere capaci di organizzare da soli i nostri allenamenti e il calendario degli eventi a cui parteciperemo, e questo rappresenta un’ulteriore sfida.

Avete iniziato il 49er nel formato FX Open prima del passaggio al full rig: quanto è stato utile questo periodo di transizione?
ALEX: Abbiamo iniziato dal 49er FX principalmente a causa del nostro peso, perché scesi dal 29er pesavamo 130kg.
Ci siamo presi del tempo per guadagnare chili, e al contempo io ho preso confidenza nel timonare a trapezio e Gio ha iniziato a lavorare con dei carichi maggiori.
È stato un passaggio necessario, ma ci siamo resi conto che gli allenamenti in 49er erano molto più produttivi di quelli in FX, perciò siamo passati al 49er full rig appena possibile.

La vittoria al CICO è stata incredibile, soprattutto contro equipaggi che fanno campagna olimpica da anni. Com’è stato realizzare di poter competere a quel livello?
GIOVANNI: Siamo rimasti stupiti di trovarci davanti agli altri team italiani al nostro primo CICO: sono tutti equipaggi esperti, che regatano da anni in questa classe.
Ci siamo resi conto che in determinate condizioni siamo già competitivi nonostante la poca esperienza, e ciò ci rende felici del lavoro svolto finora e ottimisti per il futuro.

Siete arrivati terzi all’Europeo 49er: che valore ha per voi questo podio?
GIOVANNI: Per noi era molto importante ottenere un buon risultato all’europeo, perché ci siamo confrontati con equipaggi della nostra età e dopo una brutta prestazione al mondiale junior quest’estate volevamo provare anche a noi stessi di essere al livello degli avversari.
Siamo quindi molto contenti del podio, abbiamo dimostrato le nostre capacità e co ha dato un’iniezione di fiducia.

Come avete impostato la preparazione tecnica e fisica nel passaggio al 49er?
ALEX
: Il piano è abbastanza semplice: fare ore in acqua e fare tanta palestra.
Nella parte tecnica ci ha seguito Gino, soprattutto nell’ultimo periodo, e ci ha aiutato tanto soprattutto dal punto di vista del setting.
A terra, dobbiamo solo mangiare e andare in palestra, perché ci manca ancora il peso per competere in condizioni di vento forte.

Cosa vi ha sorpreso del 49er, rispetto a quello che immaginavate?
GIOVANNI: Del 49er ci ha sorpreso la complessità nelle regolazioni: venendo dal 29er, in cui le regolazioni sono abbastanza semplici, ci siamo ritrovati con molte più variabili da tenere sotto controllo… le 3 sartie, l’altezza del fiocco sono solo alcuni degli esempi.
Questo ci ha causato un po’ di confusione all’inizio, mentre adesso abbiamo le idee più chiare.
Ovviamente, ci ha sorpreso in positivo la velocità della barca, soprattutto poppa, sia con poco che con tanto vento. Quest’estate siamo ri-saliti sul 29er un paio di volte, e la barca che una volta ci sembrava quasi troppo veloce era diventata improvvisamente una barca tranquillissima!

Siete cresciuti insieme come team: cosa vi completa a vicenda come ruoli e personalità?
ALEX
: In barca abbiamo ruoli ben distinti, e ciò ci aiuta a non pestarci i piedi a vicenda e ad essere concentrati in ogni momento su ciò che stiamo facendo, senza avere troppe cose a cui pensare.
In regata, Gio pensa alle regolazioni e al setting della barca, mentre io mi guardo in giro e penso alla tattica e a guardare le raffiche.
A livello di personalità, siamo due persone tranquille, litighiamo raramente e riusciamo sempre a rimanere lucidi durante le prove.
Questa caratteristica ci ha aiutato in molte occasioni in passato soprattutto dopo degli errori in partenza o durante la prima bolina, perché spesso riusciamo a recuperare e “salvare” una prova sbagliata.

La classe olimpica porta con sé un ambiente più intenso: come gestite la pressione nei momenti chiave?
GIOVANNI
: Essendo ancora giovani e alle prime regate nella classe olimpica, le nostre aspettative non sono ancora alte e regatiamo con la mente libera puntando solo a fare il meglio che possiamo.
Perciò, per adesso non sentiamo ancora la pressione che l’ambiente olimpico può portare; ad ogni modo, non abbiamo mai accusato la pressione in modo particolare, siamo sempre stati sicuri delle nostre capacità e ogni volta che scendiamo in acqua abbiamo la mente libera.

Quali sono i vostri obiettivi per il 2025–2026?
I nostri obiettivi per il 2026 sono semplici: migliorare il più possibile e divertirci.

Il percorso di Alex e Giovanni è solo all’inizio, ma la determinazione, la maturità e la visione con cui stanno affrontando la sfida olimpica parlano già da sole. Con un bagaglio costruito insieme fin dai tempi del 29er e una crescita costante nel 49er, il team Demurtas–Santi guarda al futuro con ambizione e consapevolezza.

Noi continueremo a seguirli da vicino, certi che il meglio debba ancora venire.

Ufficio Stampa
Associazione Nacra-9er
30 Novembre 2025

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