Emilia & Pietro: costruire un nuovo equipaggio, passo dopo passo

Come vi presentereste oggi come equipaggio Emilia–Pietro?
Ci presenteremmo come un nuovo equipaggio che ha tanto da imparare.

Dopo anni in 29er con partner diversi, cosa vi ha fatto capire che questa poteva essere la coppia giusta?
Ci sarebbe piaciuto fare un’ultima stagione U19, quindi abbiamo deciso di provare insieme sotto consiglio del nostro allenatore e ci siamo trovati bene.

Entrambi venite da percorsi molto solidi: cosa vi portate dietro dalle esperienze con Pietro Zandri e Giulia Barrolozzi?
Emilia:
Grazie a Pietro Zandri ho imparato a navigare in doppio, cosa che non avevo mai fatto prima.
Questo mi ha permesso di crescere molto: ho capito che è importante assecondare l’altro e far sì che sia a suo agio.
Grazie a Pietro ho capito che in barca ci vuole equilibrio e sintonia, cosa che si può raggiungere arrivando a dei compromessi da entrambe le parti.Pietro:
Io con Giulia mi porto un grande bagaglio di esperienze perché abbiamo passato tre anni insieme, nei quali abbiamo trovato quasi subito sintonia.
Ho iniziato con lei ad andare in 29er e sicuramente ho imparato ad andare in barca in doppio con lei.
Le cose più importanti che ho imparato con lei, secondo me, sono riuscire a stare in barca con un’altra persona e saper gestire le emozioni.

Quanto è stato naturale (o difficile) trovare subito intesa in barca?
È stato naturale trovare intesa perché Emilia è molto brava e perché già a terra avevamo una buona sintonia e amicizia.

Qual è oggi il vostro punto di forza come equipaggio?
Non saprei definire un punto di forza preciso visto che andiamo in barca insieme da solo tre mesi.
Penso però che un punto di forza sia la coesione che c’è tra noi.

Eurocup di Riva: era la prima vera prova. Con che aspettative siete arrivati?
Non avevamo aspettative, avevamo veramente pochissime uscite insieme alle spalle.
Abbiamo solo pensato a regatare e a dare il massimo.

Imperia Winter Regatta: vittoria netta. In quale momento avete capito che poteva essere la vostra regata?
Abbiamo preso la regata di Imperia come un allenamento, qualcosa che ci permettesse di provare partenze e la tattica.
Non ci siamo mai concentrati sulla vittoria, ma su cosa migliorare in ogni singola prova.
Grazie alla regata di Imperia abbiamo colto alcuni importanti punti da migliorare.

Su cosa sentite di dover lavorare di più per fare un ulteriore salto di qualità?
C’è da lavorare sulla gestione delle emozioni e sul dialogo, poiché avevamo metodi diversi andando con persone diverse precedentemente.
Dal punto di vista tecnico tutto si può perfezionare, soprattutto le partenze.

Se doveste descrivere il vostro equipaggio in tre parole, quali sarebbero?
Pietra, precisione, tranquillità.

Qual è il vostro obiettivo principale per questa stagione?
L’obiettivo è dare il massimo e migliorare più che si può.

Che messaggio dareste a chi sta pensando di cambiare equipaggio ma ha paura di “ripartire da zero”?
Il cambiamento può portare a sentimenti di paura, ma se non girassimo mai la pagina di un libro che stiamo leggendo, non lo finiremmo mai di leggere.

Ufficio Stampa
Associazione Nacra-9er
15 Gennaio 2025

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